Le ricchezze naturalistiche

Il territorio della provincia di Trapani è straordinariamente ricco di bellezze naturalistiche che lo rendono meta di numerose visite da parte di cultori ed appassionati della materia, o anche più semplicemente da parte di chi vuole riscoprire territori incontaminati godendosi il relax a contatto con la natura e vedere gli habitat di numerose specie faunistiche e floristiche.
La borgata marinara di Torretta Granitola, frazione di Campobello di Mazara, si trova in una bella insenatura della costa frastagliata, caratterizzata da un porto naturale, oggi diventata una zona di villeggiatura rinomata per il mare cristallino e le acque tiepide che attirano numerosi bagnanti. Fino a qualche decennio fa era sede di una grande tonnara (1875), le cui strutture erano adibite sia alla lavorazione del tonno che alla rimessa delle speciali barche e alla conservazione delle reti, delle ancore e dei vari attrezzi (malfaraggio). Le due torri che si trovano lungo il litorale facevano parte del sistema di controllo del secolo XVI, dell’intera costa. La località ha ricevuto il riconoscimento di una “vela” da Legambiente per la qualità dei servizi turistici e del territorio e per la balneabilità delle acque.
L’area protetta di Castelvetrano, invece, interessa il tratto terminale del fiume Belice, con il suo ambiente umido ricco di vegetazione palustre,  importante luogo di sosta e nidificazione di molte specie di uccelli, e le formazioni dunali costiere che rappresentano un habitat naturale per poche ma tipiche specie faunistiche e floristiche. Le caratteristiche delle dune, come l’instabile suolo fortemente permeabile e soggetto a elevata escursione termica tra giorno e notte, non permettono la presenza di nessuna specie floristica presente nell’entroterra. Le dune fanno della riserva un laboratorio naturale che offre la possibilità di osservare la precisa sequenza della loro formazione.
Il litorale sabbioso della Riserva, ambiente sostanzialmente ostile all’insediamento di vita stabile, rappresenta una frontiera biologica di eccezionale interesse naturalistico e paesaggistico. Esso è lungo 5 Km e si estende tra Marinella di Selinunte e Porto Palo di Menfi.
Sul litorale sabbioso si trovano le Psammofite, piante che col tempo hanno  potenziato meccanismi fisiologici che permettono loro di sopportare, oltre l’aridità, altre condizioni sfavorevoli alla vita come la salsedine, il vento, le alte temperature, accumulando acqua e limitando la traspirazione. Altre piante come il Rastrello, la Calcatreppola, la Carota spinosa, compiono un’azione pioniera insediandosi su rilievi sabbiosi di prima formazione, il primo stadio della “duna”, e contribuendo a dare forma al rilievo stesso. La duna è legata alla presenza dello Sparto pungente, una graminacea perenne che forma dense macchie alte fino ad un metro che contribuiscono a frenare e fissare la sabbia trasportata dal vento. Accanto allo Sparto pungente crescono il Giglio marino e l’Euforbia marittima, che permettono la formazione di dune stabili, dove poi potranno stabilirsi specie che hanno bisogno di un substrato consolidato.
Il fiume, laddove si avvicina al mare, ospita una vegetazione in cui domina la Cannuccia palustre, una graminacea che porta una infiorescenza a pannocchia grigio-violacea. Si trovano, inoltre, cespugli di Giunco pungente e di Tifa, la Menta d’acqua, l’Equiseto, che fanno parte dell’associazione vegetale tipica di ambienti che per lunghi periodi dell’anno sono soggetti ad inondazioni, come avviene alla foce del Fiume Belice.
L’area protetta è un luogo ideale di sosta e nidificazione di molte specie di uccelli. L’avifauna nidificante è costituita dal Fratino, piccolo uccello di ripa che nidifica sui litorali sabbiosi, dalla Gallinella d’acqua, dal Beccamoschino che nidificano dove è presente la vegetazione palustre. La zona è, inoltre, attraversata da un buon passo migratorio di Anatidi, di Aironi, e di altri trampolieri che svernano lungo la foce. 
La Riserva è popolata da una serie di invertebrati, da numerosi insetti dunicoli e alcune specie endemiche siciliane di coleotteri che trovano in questa area uno degli ultimi rifugi, come il Branchitripe capogrosso che ha abitudini notturne ed emette un verso simile a quello dei grilli.
La spiaggia è frequentata dalla tartaruga Caretta Caretta, l’unica delle tartarughe marine che depone le uova nelle nostre coste. La vocazione della spiaggia della Riserva alla ovodeposizione della Caretta Caretta è uno degli elementi di maggior pregio di questo biotopo che va adeguatamente rispettato  limitando al massimo i fattori di disturbo provocati dalla pressione antropica.
Inserita nel 1991 tra le aree naturali protette del Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve, ed affidata in gestione all'Associazione Italiana per il WWF, la riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi è nota per la particolarità dei suoi laghi di origine carsica e per la vegetazione di grande valore naturalistico. Il vincolo di Riserva Naturale riguarda un lembo di territorio che da Mazara  si dirige verso Torretta Granitola, quasi in parallelo con la costa, a circa 2 Km di distanza dal mare. L'oasi, classificata tra le zone umide costiere, comprende quattro bacini naturali di origine carsica: il Lago Preola, il Gorgo Alto, il Gorgo Medio e il Gorgo Basso. Nei dintorni si trovano i cosiddetti Catafossi, depressioni originate dallo sprofondamento della roccia calcarea. 
I cordoni di vegetazione palustre quasi si saldano con la rigogliosa macchia mediterranea bassa che si inerpica e ricopre i costoni calcarenitici che precipitano quasi a strapiombo, in contiguità con le sponde dei laghi, e che, in primavera, si vestono dei colori delle molteplici fioriture del prato (orchidee selvatiche, anemoni, asfodeli, margherite, tarassaco e la bellissima Scabiosa atropurpurea). 
Di grande rilievo paesaggistico sono i lembi di bosco a Quercus ilex e a Quercus colliprinus. 
Durante il periodo primaverile si possono ammirare  tarabusini e splendidi aironi rossi, oltre che, a pelo d'acqua, le tartarughe palustri, specie protetta a livello comunitario.
Il lago Preola, a differenza dei gorghi, si sviluppa in lunghezza e, se aiutato dalle piogge invernali e primaverili, si presenta pieno fino a metà giugno di uno strato di circa trenta centimetri di acqua salmastra, divenendo uno stagno ideale per dare ristoro ad aironi, cavalieri, spatole, garzette e stormi di gru diretti verso il centro Europa.